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Dalla casa sull’albero ai Palettos

 

Un po’ su di me

Ciao, sono Francesco, un artigiano 2.0, produttore di oggetti d’arte e di design originali e ricercati.

Sono un creativo appassionato, mi piace scoprire la bellezza nelle cose semplici e quotidiane, amo la diversità dei materiali usati che portano i segni del tempo e trattengono le imperfezioni, la considero una ricchezza da far emergere e di cui fare tesoro. Ogni giorno mi impegno per valorizzarne tutta l’unicità, per questo nel mio lavoro cerco di dare un’opportunità a tutti i tipi di legno seguendo la logica del riciclo creativo.

Fare attenzione ai dettagli mi permette di offrire un oggetto perfettamente imperfetto ed è questo che rende uniche e straordinarie le mie opere, i Palettos.

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Il mio percorso

 

Ho frequentato l’Accademia delle arti e nuove tecnologie a Roma; sono stato sempre appassionato d’arte ma in quel periodo sono rimasto folgorato dalla geometria e dal design grafico e d’interni: discipline che ho approfondito e che mi hanno spalancato le porte della creatività.

Avevo coltivato l’interesse verso il legno e verso i suoi molteplici impieghi già da bambino, quando immaginavo case sull’albero e provavo a realizzarle. Avevo una buona manualità e mi divertivo a passare ore e ore tra legni e legnetti.

Stare a contatto con la natura è stata sempre un’esigenza primaria per me: anche quando lavoravo in ufficio, appena potevo, cercavo di immergermi in attività che la comprendessero.

In uno di quei momenti, alla ricerca del verde, ho iniziato a sviluppare una sensibilità più forte verso il tema del rispetto dell’ambiente e del riciclo creativo.

Non andrei troppo lontano dalla realtà se ti dicessi che la scintilla di Des Palettos sia partita dall’incontro con l’arte dei Navajos che mi ha ispirato e guidato.

In Des Palettos è condensata la mia esperienza, molto di quello in cui credo, molto di quello che mi piace.

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Come lavoro

 

Ho un grande rispetto per il legno, per questo tutto il processo di lavorazione è realizzato a mano: uso strumenti elettrici solo se strettamente necessario perché in questo modo il legno conserva le sue caratteristiche originali e quel suo tipico aspetto naturale.

Il mio lavoro inizia con la fase di recupero del legno: lo prendo da vecchie case, dai magazzini, dai cantieri edili, dalle strade, e lo porto in laboratorio.

L’ideazione è un momento pieno e variegato che richiede tanti stimoli: lo strumento che uso è un quaderno speciale in cui disegno motivi e pattern per i nuovi progetti.

La progettazione avviene nel mio studio, nel parco vicino casa o in montagna: sono luoghi magici perché permettono di immergermi nella natura, respirarla, viverla e prendere grande ispirazione da tutto ciò che mi è intorno.

In laboratorio il legno viene lavorato, tagliato e valorizzato: ogni listello ha un suo carattere, una differente trama e un suo colore; il mio compito è di esaltare le particolarità di ognuno perché sia speciale in un modo tutto suo.

Utilizzo solo colorazioni naturali o a base d’acqua, studio le culture di altre popolazioni per cogliere i loro antichi processi di colorazione e riportarli in uso.

Per il nero per esempio seguo un’antica tecnica giapponese di carbonizzazione – Shou Sugi Ban – che oltre a essere un particolare trattamento cromatico serve a proteggere il legno.

Mi piace che si veda la vita di un legno: lascio che siano anche i segni degli usi precedenti e i fori dei chiodi a parlare, entrano di diritto a far parte del design e della bellezza dell’opera.

Francesco Pandolfi

Guarda da vicino i Palettos!